montagne russe

Spaccato di infelicità moderna. (L’uomo di oggi, tra apparenza e malinconia)

L’estratto di vita più raccapricciante dell’uomo moderno, in un ritratto di infelicità mascherata da comportamenti comuni…

Cosa sei? Un criceto che si affanna sulla sua ruota senza sosta o una persona che ha deciso di bloccare il marchingegno che lo condanna inesorabilmente alla sua vita da criceto, che ha individuato la porta della gabbietta ed ha la volontà di aprirla per liberare il suo tempo e avere la libertà finanziaria e personale?
Da che parte stai? Dalla tua o da quella del sistema che alimenti pagando le tue tasse?

Siamo degli automi che compiono in sequenza tutti la medesima vita con le medesime abitudini. Tutti allineati, precisi e distanti.

ECCOLO LI.. LO VEDO…

L’automa modello, si alza la mattina sempre alla stessa ora, per anni, maledicendo quella maledetta sveglia, per precipitarsi nel suo luogo di lavoro ormai stabile, con plauso dei parenti stretti e amici che lo ritengono fortunato per avere un impiego fisso e garantito.

Scodinzola davanti al capo con un finto sorriso a tagliola, annuisce ai colleghi, sorride per convenienza davanti alla macchinetta del caffè, gareggia sull’ultimo modello di IPhone, sa tutto di calcio e di auto o nella branchia femminile, parla di borse, sconti supermercati, difetti dei maschi, smalti, profumi, estetica, vacanze, sesso, scarpe, unghie o della suocera rompipalle. (Con dentro tutti i pettegolezzi su altre colleghe o amiche comuni..)

Il mantra dell’automa è la frase “SI VIVE UNA VOLTA SOLA!”

Passa tutto il suo tempo dentro una scatola che chiama “luogo di lavoro”, surfando tra la sua scrivania, la macchinetta del caffè e le pause garantite per legge.

Si ritrova colleghi e collaboratori che non ha scelto lui, ma che sono piovuti forzatamente, di cui per il 70% prova tremenda antipatia e deve sopportare per quieto vivere..
In gran parte dei casi vive sul lavoro con un organigramma gerarchico e non meritocratico, dove comanda quel soggetto con maggiori scatti di anzianità indipendentemente dalla cultura o dal desiderio di miglioramento e crescita o produttività.

Parla con tutti di argomenti di attualità del giorno, con l’aggiunta di problematiche di ogni tipo, come lo scatto di stipendio in ritardo, i problemi del governo, la politica che non funziona e che ruba i soldi, i calcoli ipotetici di un’eventuale pensione con rimostranze sul fatto che sarà troppo bassa e sempre in peggioramento.

Parla di cospirazioni ipotetiche nel mondo, dove esisterebbero ambigui uomini mascherati che in sordina dominano il mondo, l’economia e l’ambiente.
Aggiungiamo poi le disquisizioni o il gossip (a voce bassa per non farsi sentire dagli altri…) sul capo ufficio, o su alcuni colleghi di lavoro considerati “lecchini”, raccomandati, o frustrati di cervello.

E parla di tutto questo con colleghi che non ama, che frequenta per la maggioranza solo sul luogo di lavoro.. E non appena questi interlocutori del momento si allontanano, è già pronto a parlarne male alle spalle insieme all’altro gruppo in arrivo, in una sequenza infinita.

O peggio ancora, per pura invidia, è pronto a segnalare con disgusto alcune cose che secondo lui quel collega fa (anche nella vita privata) e non vanno bene, con l’intento indiretto di farlo punire in qualche maniera.

Tutte discussioni senza alcun obiettivo di crescita, che non porteranno mai a niente, resteranno appiccicate ai muri per i prossimi secoli, con l’aggiunta delle stesse parole dei nuovi venuti, dei successori moderni, in un processo senza fine.

L’automa è più improduttivo che produttivo. In fondo deve solo forzatamente far passare le ore che gli garantiscono lo stipendio per contratto e quelle che furbescamente aggiunge per straordinario.

In realtà la maggioranza del tempo utile lo trascorre cercando le offerte su internet, l’occasione del viaggio, chattando su Facebook e postando su Instagram.

Da come parla e si presenta o da quello che posta, sembra un gran FIGO! Mira all’immagine dinnanzi agli altri come prima cosa.
Spende gran parte dei suoi risparmi per apparire.

Torna a casa, stanco, dopo essere passato al bar per aperitivo con i colleghi, guardato partita in compagnia, o acquistato biglietti della lotteria di turno e scommesso per stimolare la dea fortuna.

“Se non provi non vinci”, ecco la frase di rito.

E questa è l’UNICA azione che l’automa mette in atto nella sua vita per cercare di cambiarla in qualche maniera. Se la luce della fortuna non cade sulla sua testa, niente cambierà mai.

(Non penserà mai che il cambiamento sia un suo preciso onere..) 

Comunque è stanco anche dal non fare niente o poco, “DIREI SFATTO”. Buon motivo per poggiare il suo culo sul divano, accendere un’altra scatola chiamata TV o fissando il telefonino come prolungamento di sé e farsi servire da una moglie o compagna che la sua giornata non solo l’ha trascorsa al lavoro, ma che non è ancora terminata.: figli , compiti , palestre , lavatrici ecc…
Se proprio ha voglia, da’ una mano.

Dinnanzi alla TV, se una terza persona presente volesse ascoltare le notizie, non riuscirebbe.Difatti appena parte il titolo di quel preciso avvenimento, l’automa è già pronto a commentare in maniera ripetuta ad alta voce e con disprezzo il sistema, la politica, il mondo, l’autore del fatto. Il lavoro lo fa perchè deve, difficilmente per passione. I rapporti sentimentali li tiene per abitudine o per non fare brutte figure con parenti o amici, per cercare di mantenere l’immagine culturale di “famiglia felice” almeno alla visione degli altri. In un mondo dove apparire buoni e ben allineati è più importante di vivere la vita vera, ciò che veramente si vuole.

Il nostro automa, anno dopo anno, ripete lo stesso schema d’infelicità, rassegnato senza via di uscita a una vita ormai tracciata e descritta in modo approfondito dai consigli dei genitori e da tutte quelle altre persone che hanno solcato e inciso il medesimo percorso. Alla stessa maniera.

Tutte persone buone a dare consigli, sempre gli stessi, come se il mondo nel frattempo non fosse cambiato, non fossimo entrati nell’era digitale, di internet, del marketing, della blockchain, del coronavirus e smartworking.

“APRITI UN BAR!!! Se proprio non vuoi fare il dipendente”. Ecco l’unico grande consiglio.
L’unica forma alternativa e migliorativa di lavoro che ipotizzano o ascoltano. Senza valutare gli scenari evolutivi che il mondo ci presenta davanti.

Se poi il nostro automa è un libero professionista o un imprenditore… allora apriti cielo!

Altro che ruota del criceto.. Montagne russe!
Tolta la monotonia della giornata lavorativa passata a sorridere per forma, si apre quella della rincorsa a farsi pagare, a cercare i clienti, gestire spese e tasse.
Quando poi entrano finalmente cospicue somme, ecco che “il si vive una volta sola” sfoga il meglio di se  nell’acquisto senza freno di ogni ordine di sfizio: vacanze in luoghi esotici, ultimo modello di auto costosa per “status symbol”, vestiti firmati e abbondanza di cene al ristorante all’ultimo grido.

L’IMMAGINE DA FAR RISALTARE COME MODELLO DI VITA.

Più cospicua è la somma dei soldi introitati, più la spesa sarà alta e senza controllo, alimentata dalla speranza che il miracolo del momento avverrà ancora.

“SONO CERTO CHE TUTTO ANDRA’ BENE “. La frase prestampata di rito.
La speranza.

AFFINITA’: Gli automi della prima o della seconda categoria, hanno alcune cose in comune:

non hanno alcuna pianificazione del futuro.
Nessuna gestione corretta dei propri soldi.
Nessun sistema di crescita. SONO DEI DILAPIDATORI.
Aspettano. Non c’è una luce in fondo. Aspettano che qualcun altro organizzi la loro vita e gli dica: “basta”. Solitamente con l’obiettivo della pensione statale da vecchi, accontentandosi.

La porticina di fuga è davanti a loro, ma continuano ostinatamente a ripetere lo stesso schema comportamentale acquisito da genitori e amici.

LO SCHEMA DELLA VINCENTE INFELICITA’.

Tutto ben mascherato dalle foto sui social, dove si fanno vedere scene di felicità e sorrisi che in realtà sono solo fugaci immagini di ciò che vorremmo essere ma non siamo.

E tu, da che parte stai? Non è arrivato il momento di bloccare l’ingranaggio e apprendere che sono possibili altri schemi per te e per la tua vita?

Si tratta di orientarsi in modo corretto, correggere la rotta e imparare a disciplinarsi in modo consapevole sulla gestione più opportuna per le tue finanze.

Non concordi con me che se quello schema ha reso schiavi e infelici i tuoi genitori, i tuoi nonni, o le generazioni passate e moderne, forse non è lo schema giusto da insegnare ai tuoi figli?
Perché è questo che gli stai trasmettendo come unico esempio di vita!
I figli ti copieranno in mentalità e comportamenti.

La pensione anticipata indipendente e il nostro movimento MIPAI, ti mettono a disposizione gratuitamente risorse per farti uscire dalla ruota affannosa del circuito pre-impostato e farti vivere una vita più piena di essenza e VERITA’.

Una vita nella quale sei solo tu il gestore del tuo tempo e delle tue risorse e le persone che hai accanto le scegli tu.

Questo si che può essere definito “vivere”.

E vivere davvero.

Massimiliano Acerra e Allegra.

Allenatori Mipai.