pensione indipendente

LA GIORNATA TIPO DEL PENSIONATO INDIPENDENTE

Mi sveglio senza sveglia, e questo è già un grande risultato che mai avrei pensato di ottenere e che ora, essendo diventato un pensionato indipendente alla veneranda età di 46 anni, ho raggiunto.

Mi sveglio lambito dai raggi del sole che penetrano nella mia stanza, e immagino di alzarmi e gustarmi un buon caffè, con calma, sul divano della mia sala, oppure semplicemente di restarmene al calduccio sotto le coperte, in questa splendida giornata invernale che, per quanto fredda, mi trasmette il tepore di una solarità che oggi posso apprezzare, proprio per merito del mio percorso di pensionamento indipendente intrapreso pochi anni fa.

Perché non ho più remore?

Oggi non ho più remore. Non devo più giustificarmi col mio datore di lavoro per un motivo o per l’altro e, soprattutto, non ho più colleghi che, per quanto simpatici, al di fuori del contesto lavorativo mai avrei avuto il “piacere” di frequentare.

Mi alzo il lunedì ed è come se fosse domenica. Quando si ha la propria libertà finanziaria, a prescindere da qualunque giorno della settimana, non cambia nulla; decidi tu quando sia festa oppure no, quando lavorare oppure no, cosa fare e per quanto tempo farlo. Non se più schiavo del tempo, ma è lui schiavo della tua volontà.

Il futuro da pensionato indipendente

Il futuro è sempre incerto, ma da pensionato indipendente sono sicuro che farò sempre e solo ciò che desidererò, e non ciò che mi verrà imposto dal sistema.

Accompagnerei mio figlio a scuola, lo accompagnerei agli allenamenti sportivi e ai corsi di musica.

Recupererei il tempo perduto con la mia famiglia e dedicherei il giusto tempo a me stesso, passeggiando in mezzo alla natura tra montagne e colline.

Altri giorni invece li dedicherei alle mie nuove attività di business, create grazie al mio fondo autofinanziato per la pensione anticipata indipendente, il quale mi ha concesso di beneficiare di tutto il tempo che ho a disposizione per reinventarmi e lanciarmi in quei progetti che ho sempre sognato di fare, ma che un tempo non avrei avuto il coraggio di perseguire; tutto col fine unico di incrementare ancora di più la mia ricchezza e il mio benessere personale.

Le mie giornate da pensionato indipendente sono anche queste… mi dedicherei all’attività fisica, tra cui il tennis che tanto adoro; leggerei libri all’aria aperta, baciato dal sole, sulla panchina di un bordo lago tutto da contemplare.

La mia ricchezza da pensionato indipendente

Un altro aspetto meraviglioso della mia nuova vita da pensionato indipendente è il fatto che, grazie al mio fondo protetto che ho costruito negli anni, oltre ad aver smesso di lavorare molto prima rispetto agli anni che mi sarebbero toccati tramite INPS, oggi possiedo molti più soldi.

Per merito degli interessi composti potrei permettermi un tenore di vita ben superiore in confronto a quando lavoravo: se prima ero costretto a centellinare tutto, a preoccuparmi di ogni spesa per far quadrare i conti di fine mese, ora non mi pongo più nessun problema.

Ho raggiunto la situazione in cui posso tranquillamente acquistare un vestito in più, di qualità e non scadente/economico, senza che sia un sacrificio o una preoccupazione; ora posso concedermi molte più vacanze all’anno, posso andare al ristorante quando voglio; in altre parole, insieme al mio capitale è cresciuto esponenzialmente anche il mio stile di vita.

Grazie alla mia nuova ricchezza non mi preoccupo più dell’inflazione, mi reco al supermercato tranquillo, senza dover perdere ore a cercare le cose sottocosto oppure in offerta. 
Il mio capitale non ne sarà intaccato, anzi, continuerà a crescere in maniera proporzionale alla crescita dell’economia, ed io continuerò ad alimentarlo e proteggerlo col metodo MIPAI.

Ma la cosa veramente grandiosa, è che tutto questo potrò lasciarlo a mio figlio, potrò lasciargli una ricchezza della quale potrà beneficiare e di cui mi sarà grato per l’intera vita.

Vivere per davvero

È un gran bel vivere, e decido io, punto!

La libertà è questa, posso scrivere poesie, libri, posso fare un corso di pianoforte che tanto amo, senza che nessuna sveglia suoni la mattina presto, e questo non ha prezzo!

Libertà è essere tranquilli economicamente, sapendo che posso, volendo, non far nulla, ma non mi piace neanche questo, continuerò a crearmi attivi per donare ai miei cari il futuro economico tranquillo che meritano, non certo per comprare Ferrari o ville di lusso!

Pensare di non dover giustificare ferie a nessuno, giustificar il perché sono stato in malattia o anche solo un semplice ritardo, non ha prezzo.

Se oggi voglio sgobbare per raccogliere legna, non vuol dire che debba ricevere legnate. È questa la differenza della pensione anticipata indipendente.

Non vi è libertà senza sacrificio.

Stanotte posso dormire sonni tranquilli…

Domani non ho sveglia.

Stefano Rocco
Allenatore MIPAI

Come possiamo aiutarti noi del MIPAI?

Noi del MIPAI utilizziamo il metodo nr. 1° in Italia per la creazione di una pensione anticipata indipendente. Offriamo servizi di assistenza e programmi specializzati e protetti per raggiungere il tuo pensionamento in autonomia.

Tramite le nostre strategie di investimento ti insegneremo a gestire con la massima efficienza e sicurezza il tuo piano pensione, per arrivare a costruire la tua pensione anticipata, con metodologie capaci di massimizzare i risultati e proteggere il tuo patrimonio nei casi di storno dei mercati o di crisi economico-finanziarie.

I risultati dei nostri fondi e portafogli vengono pubblicati ogni mese nelle nostre dirette con i risultati storici correlati.

Tramite il form qui sotto, puoi prenotare una chiamata con un allenatore MIPAI che ti spiegherà meglio cosa facciamo e, soprattutto, ti mostrerà nel dettaglio cosa puoi ottenere creando in maniera efficace e autonoma il tuo fondo vitalizio dedicato al pensionamento.

PERCHÉ HO SMESSO DI PAGARE I CONTRIBUTI INPS

In questo articolo ho deciso di raccontare la mia esperienza diretta.
Perché ho smesso di pagare i contributi previdenziali, gli accantonamenti all’INPS a 46 anni, e come ho fatto.
Ma soprattutto, proprio per l’assenza dei contributi, come ho fatto a non preoccuparmi più di questo aspetto per il mio futuro e per la mia pensione e come puoi farlo anche tu.

Chi sono io?

Mi chiamo Massimiliano Acerra e sono il fondatore del MIPAI, il Movimento Internazionale per il Pensionamento Anticipato Indipendente. Io stesso, grazie ai metodi del MIPAI, sono andato in pensione all’età di 46 anni e ora mi dedico con passione a far raggiungere lo stesso risultato (o migliore) al maggior numero di persone possibile.

Noi del MIPAI abbiamo scelto di raggiungere il pensionamento anticipato in maniera “autofinanziata“, attraverso una strategia chiara e precisa, gli strumenti giusti e un modello vincente.
La filosofia MIPAI consiste proprio nel prendere in mano la propria situazione finanziaria e la propria vita, andando a costruire una pensione indipendente in maniera autonoma e creando una garanzia per il proprio futuro.

In questo articolo vi racconto la mia storia. Come, quando e perché ho smesso di pagare i contributi.
Ti spiego tutto, tecnicamente. Leggi fino in fondo e troverai anche un video completo di spiegazione.

Un nuovo concetto di pensionamento, totalmente autofinanziato e indipendente.

Premetto che in questo articolo si parla di pensionamento “autofinanziato”, o meglio, finanziato con risorse proprie in maniera del tutto autonoma e indipendente, senza intermediari e senza dover dipendere da altri per poterne beneficiare.

I contributi Inps in Italia sono obbligatori.

Quando si è lavoratori dipendenti, vengono trattenuti in automatico dal tuo stipendio mentre, se sei un lavoratore autonomo, ti devi preoccupare del versamento annuale quando arrivano le relative scadenze. Non ci sono scappatoie.

Piuttosto: se pianifichi in maniera preventiva e inizi a costruirti la tua pensione in maniera autonoma e autofinanziata, puoi arrivare anche tu a fare come ho fatto io, raggiungendo l’indipendenza dal sistema pensionistico tradizionale.

Quando ho compreso quello che sto per spiegarti, ho smesso di preoccuparmi di dover lavorare fino a 70 anni: (ascoltami bene, perché alla fine ti dirò come puoi veramente cambiare il tuo futuro)

Perché ho smesso di pagare i contributi? Perché l’INPS è una presa in giro.

Il sistema pensionistico italiano è un sistema a ripartizione. Il denaro che noi versiamo forzatamente ogni mese per la nostra pensione non viene accantonato per noi, per darci crescita e prosperità nel tempo. Appena entra nelle casse dell’INPS viene contestualmente utilizzato per pagare pensioni di altre persone, incentivi vari, ammortizzatori sociali, redditi di cittadinanza, ecc.

Non è accantonato e investito per te e, di conseguenza, non avrà alcun tipo di rivalutazione nel tempo.

Quindi non è un fondo pensato per farci prosperare, quanto piuttosto per far quadrare i conti di un sistema che ormai è divenuto altamente inefficiente e, a mio avviso, senza futuro. Studiato ai tempi del fascismo quando le condizioni finanziarie delle persone erano ben diverse da quelle di oggi.

E lo Stato non ha fatto niente per modernizzare il modello. Piuttosto cerca solo di farlo “campare” così com’è a scapito delle persone che ne dovranno beneficiare.

In più ho compreso, dati reali alla mano, che quello che si arriva a ritirare dopo una vita di lavoro è oltre il 40% in meno di ciò che si è versato con il regime contributivo.
E non solo! Quel fondo, accantonato forzatamente per una vita intera, a cui affidiamo il nostro futuro perché pensiamo che sia la nostra pensione, in realtà non è nemmeno veramente nostro.
Infatti, quando si passa a miglior vita, tutti i NOSTRI soldi versati che non abbiamo fatto in tempo a ricevere, ci verranno espropriati in toto, il differenziale delle somme che ho accantonato e non ho preso, non passerà in eredità ai miei figli come invece dovrebbe essere.

Ecco perché si va in pensione sempre più vecchi e con sempre meno soldi.

Il sistema a ripartizione, per funzionare, deve pagarti poco e per il minor tempo possibile. In altre parole: sempre più vecchio e con sempre meno soldi. La tua dipartita deve arrivare il prima possibile, per far quadrare i conti una volta che inizi a percepire la pensione. Purtroppo, è semplice matematica e probabilmente ci eri già arrivato anche tu.

In più, cambieranno sempre le carte in tavola, in via peggiorativa ovviamente, senza che tu possa fare niente per migliorare.

La tua pensione dipende totalmente da loro e quello che puoi fare è solo sottostare alle loro regole, che cambiano ogni anno. Cosa che tra l’altro conferma l’instabilità e inefficienza di questo sistema pensionistico.

Ed ecco perché ho smesso di pagare i contributi.
Quando ho compreso questi fattori determinanti, come ti dicevo, ho iniziato ad avere una nuova concezione della pensione e del lavoro ed una domanda precisa si è instaurata nella mia mente.

Mi sono chiesto: “È davvero possibile che io non riesca a fare meglio di questo?”

Ed è lì che ho capito che chiunque, con il giusto metodo, è in grado di fare meglio dell’INPS.

Ho capito che finanziando anche solo la metà del denaro che versavo forzatamente all’INPS in un fondo autonomo, gestito da me sul mio conto, senza intermediari come assicurazioni, banche, INPS, ecc., e con una rivalutazione costante nel tempo, avrei ottenuto molto, ma veramente molto, di più.

Come è possibile questo?

Perché il denaro versato sul mio fondo ha una rivalutazione vera e costante, rapportata alla crescita dell’economia e della tecnologia. Pensa solo che siamo passati dalle cabine telefoniche agli smartphone, dall’analogico al digitale, fino alla robotica, all’intelligenza artificiale. E questo in poco meno di un paio di decenni.
Quindi il mio fondo cresce costantemente, rapportato all’economia mondiale, mentre quello dell’INPS abbiamo visto che resta fermo. (anzi non è per niente un fondo accantonato per me..)

Di conseguenza, non ritirerò il 40% in meno, ma tutto, visto che è gestito da me sul mio conto e non mi verrà mai espropriato, resterà mio per sempre e, in futuro, potrò lasciarlo in eredità ai miei cari come qualsiasi altro bene.

Il risultato è matematico: una pensione anticipata e con molti più soldi.

Come ho smesso di pagare i contributi?

Adesso ti dirò quando e come ho fatto a smettere di pagare i contributi previdenziali e quando ho iniziato a ritirare la mia pensione autofinanziata.

Ho fatto un piano di circa 12 anni e mezzo. Ho iniziato, mentre lavoravo, ad accantonare privatamente i miei risparmi in un fondo gestito da me, protetto. Un fondo che mi assicurasse una crescita rapportata alla crescita economica del mondo.

Nello stesso momento, ho riqualificato il mio patrimonio che avevo da dipendente, l’ho ottimizzato.
Ho anche venduto la casa di proprietà, ottimizzato i capitali, chiuso mutuo e debiti.
Ho organizzato le mie finanze in maniera del tutto diversa, rivedendo le mie spese e imparando a gestire il mio denaro.

Tutto ciò che riuscivo a risparmiare l’ho riversato nel mio fondo.
La conseguente crescita che c’è stata in questi anni, più alta del previsto, condita con l’applicazione di questo rivoluzionario modello, mi ha consentito di raggiungere l’obiettivo in poco meno di 9 anni.

Mi sono licenziato. Ero un dipendente pubblico, un poliziotto. Ho pianificato e utilizzato il TFR per incrementare ulteriormente il mio fondo e oggi posso fare dei prelievi graduali, rapportati allo stile di vita che avevo precedentemente pianificato. Tra l’altro lo stesso stile di vita che avevo anche prima.
Mi sono praticamente autofinanziato lo stipendio. Ne più né meno. La stessa cosa che fa (farebbe…) la pensione statale, con tutte le limitazioni che abbiamo visto sopra.

Per raggiungere questo, ho utilizzato le strategie del movimento MIPAI, pianificando tutto al meglio. Chiaramente, adesso non ho più necessità di versare contributi. Ho il mio fondo che mi garantirà la mia pensione per il mio futuro e che potrò lasciare in eredità ai miei figli.

Ora ho anche qualche entrata ulteriore, ma non è lavoro, solo diritti d’autore per opere edite che ho pubblicato.

E tutti i contributi già versati?

E i contributi che ho versato finora? Non me ne preoccupo minimamente. La mia vita è adesso. Il lavoro per me era un obiettivo a tempo, mi serviva per raggiungere l’obiettivo più grande.

Ciò che ho versato, avendo raggiunto il minimo contributivo, mi verrà comunque riconosciuto “prima o poi”.

Ed esistono strategie anche per riceverlo anzitempo con le normative attuali.

Ma non ne ho più bisogno per vivere, per vivere è sufficiente la pensione che mi sono costruito da solo.
Quando arriverà anche quella statale sarà solo un “di più”.

Ora che hai capito perché ho smesso di pagare i contributi e come un fondo autogestito può cambiare veramente la tua vita, non perdere altro tempo, ne hai già perso abbastanza!

Nel video appena sotto, puoi visionare ulteriori approfondimenti spiegati in maniera chiara.

Come possiamo aiutarti noi del MIPAI?

Imparare a non sprecare denaro ma anzi, a farlo lavorare per te attraverso la strutturazione di un fondo di investimento autonomo dedicato al pensionamento, dove far confluire le tue risorse economiche. Così come ho fatto io.

Questo ti porterà a migliorare notevolmente la tua situazione economica e, con il giusto tempo, a costruirti la tua pensione anticipata con i termini temporali e le cifre che tu desideri.

Ricorda la nuova concezione del lavoro: il lavoro non è un sacrificio vitalizio per raggiungere la pensione, come fanno e pensano tutti. Ma è:

un mezzo temporaneo per raggiungere l’obiettivo supremo. Quello della tua indipendenza.
E un Italiano, lavoratore medio, può raggiungere la pensione in maniera indipendente in un arco temporale medio che gravita tra gli 8 e i 12 anni.

Noi del MIPAI utilizziamo il metodo nr. 1° in Italia per la creazione di una pensione anticipata indipendente e offriamo servizi di assistenza oltre che programmi specializzati e protetti per raggiungere il tuo pensionamento in autonomia.

Tramite il form qui sotto, puoi prenotare una chiamata con un allenatore MIPAI che ti spiegherà meglio cosa facciamo e, soprattutto, ti mostrerà nel dettaglio cosa puoi ottenere creando in maniera efficace e autonoma il tuo fondo vitalizio dedicato al pensionamento.

Alla tua libertà,

Massimiliano Acerra

IN PENSIONE RICCHI E SPENSIERATI.


Oggi voglio raccontarvi la mia storia con Daniela e Alessandro. In pensione indipendente da ricchi, una vita spensierata.

Era il lontano 1992. Avevo circa 17 anni quando andai a lavorare da Daniela e Alessandro; una coppia che nel tempo ha cambiato la mia mente e la mia concezione di vita, del denaro, della ricchezza e (scoperto tempo dopo…) della pensione.

Il mio destino era già scritto allora.

Poco tempo dopo sarei dovuto entrare nell’accademia della polizia di stato, spinto e convinto da mio padre che era un poliziotto già da moltissimi anni.

In attesa della partenza e dei 18 anni, avendo concluso anzitempo gli studi, casualmente mia sorella venne a sapere che una coppia di ricchi antiquari cercava un ragazzo che potesse lavorare per una stagione all’interno della loro galleria d’arte, nella mia città, Montecatini Terme.

Si trattava di una galleria di oggetti di antiquariato di altissimo valore: quadri, mobili, suppellettili. Oggetti del ‘700 dal valore di migliaia di euro per singolo pezzo (al tempo di milioni di lire…).

Era un mondo totalmente diverso e nuovo per me, ed è proprio per questo che ancora oggi lo ricordo con passione e onore.

Essendo cresciuto nel mondo dei dipendenti, tra compagni, famiglia e amici vari, vedevo chiaramente che quello era un mondo totalmente diverso.

Un mondo di alti imprenditori e di ricchi benestanti, con una concezione mentale davvero diversa da quella che avevo sempre vissuto e avrei vissuto anche negli anni successivi.

Un’esperienza che all’inizio mi sembrò “una come un’altra”, ma che oggi, a distanza di moltissimi anni, detiene in me una fonte di ricordi e ispirazione perenne.

Daniela e Alessandro acquistavano mobili antichi alle fiere, spesso li ristrutturavano e li rivendevano sul mercato a ricchi imprenditori in cerca della bellezza effimera del tempo. Oggetti adeguati ai vizi di chi non aveva problemi di portafoglio.

Fu il loro stile di vita a colpirmi, la loro mentalità, il loro approccio con le persone e con i clienti.

Ho avuto molte altre esperienze di lavoro nella mia vita, oltre che quasi 27 anni in Polizia di Stato, nella quale ho conosciuto veramente tantissime persone, ma quegli otto mesi insieme a Daniela e Alessandro li ricordo ancora come se fossero attuali, ricordo ogni passo e ogni frase.

L’attività era connessa alla ricerca di oggetti di alto valore storico, i quali venivano restaurati da grandi professionisti del settore e poi rivenduti. La gestione dei clienti era fondamentale e Daniela aveva un’arte innata nell’approccio con le persone, con quella sua condotta così brillante e solare.

Io al tempo mi occupavo di tenere in ordine la galleria e preparare buoni aperitivi per i clienti altolocati di passaggio.

Un giorno Daniela mi prese da parte, nel piano inferiore della galleria d’arte, e mi disse:

Sai perché noi cerchiamo sempre nuovi clienti, anche se oggi non ne avremmo più bisogno?

Perché noi dobbiamo pensare non solo al presente, ma anche al nostro futuro. Sai a quanto ammonta la pensione di un commerciante? Si tratta della pensione minima, (oggi qualche centinaio di euro…) e quindi noi dobbiamo pensarci da soli, altrimenti non avremo futuro”.

Quella frase al momento non mi colpì particolarmente, forse perché non la compresi nemmeno. I miei genitori, familiari e conoscenti, lavoravano per la pensione statale, attendendola con bramosia e non capivo bene di cosa si parlasse. 

Inoltre ero giovane e, si sa, quando si è giovani i discorsi legati alla pensione sembrano così distanti che non ci si presta poi troppa attenzione (anche se invece si dovrebbe…).

Ma, chissà perché, dopo anni ed anni, quella è la frase (in un mare di migliaia di frasi ascoltate nella mia vita) che mi è rimasta in mente ancora oggi.

Alessandro, dal canto suo, negli attimi di relax, leggeva giornali di finanza e investimenti. Ricordo ancora come corse ai ripari quando sentì, nel 1992, che lo stato era in crisi e avrebbe potuto addirittura congelare bot e investimenti.

Dove sono adesso Daniela e Alessandro?

La foto che vedi nel post è la foto della loro casa di oggi. Ci ho messo un po’ a ritrovarla. L’altro giorno sono andato a cercarli, dopo quasi 30 anni. Ma essendo periodo estivo, probabilmente sono alla loro casa al mare, in toscana. Ricordo che già al tempo i mesi estivi li vivevano alla loro casa al mare.

La loro galleria d’arte è chiusa ed era ferma in vendita da molti anni. L’ho notata più volte ripassando da quella via a Montecatini Terme.

Valutando l’età, hanno chiuso l’attività molto prima dei 60 anni e quella casa che vedi, di certo non è mantenuta dalla pensione statale di un commerciante…

Cosa hanno fatto materialmente Daniela e Alessandro?

Daniela e Alessandro lavoravano non per l’orizzonte temporale del 30 del mese, così come i miei conoscenti, i miei genitori, i miei futuri colleghi di lavoro, ma lavoravano per un progetto superiore, la loro vita futura.

Lavoravano, vivevano bene ma molto (e ti assicuro molto…) al di sotto delle loro reali possibilità. Avevano una vita normale, belle auto, ma non di lusso.

Il che significa che gran parte delle loro entrate venivano destinate al loro fondo pensione autonomo e al loro futuro.

E Alessandro gestiva il tutto con investimenti dedicati a questo.

E il risultato oggi si vede.

Hanno smesso di lavorare quando LORO hanno deciso.

Magari li avessi seguiti già al tempo, avessi seguito i loro passi e il loro stile.
Oggi probabilmente tante cose sarebbero state diverse.

Sarei arrivato molto prima a capire ed applicare certi principi.

Sto continuando a cercarli, cercherò di fare loro una sorpresa e rivederli dopo tanti anni. Finalmente potremo parlare di uno straordinario percorso con la stessa lingua. E se ne sentiranno delle belle.

Vi aggiornerò qui sul blog nostro blog.

Massimiliano Acerra
Allenatore MIPAI

Come possiamo aiutarti noi del MIPAI?

Noi del MIPAI utilizziamo il metodo nr. 1° in Italia per la creazione di una pensione anticipata indipendente. Offriamo servizi di assistenza e programmi specializzati e protetti per raggiungere il tuo pensionamento in autonomia.

Tramite le nostre strategie di investimento ti insegneremo a gestire con la massima efficienza e sicurezza il tuo piano pensione, per arrivare a costruire la tua pensione anticipata, con metodologie capaci di massimizzare i risultati e proteggere il tuo patrimonio nei casi di storno dei mercati o di crisi economico-finanziarie.

I risultati dei nostri fondi e portafogli vengono pubblicati ogni mese nelle nostre dirette con i risultati storici correlati.

Tramite il form qui sotto, puoi prenotare una chiamata con un allenatore MIPAI che ti spiegherà meglio cosa facciamo e, soprattutto, ti mostrerà nel dettaglio cosa puoi ottenere creando in maniera efficace e autonoma il tuo fondo vitalizio dedicato al pensionamento.

CFD: COSA SONO E CHE OPPORTUNITÀ D’INVESTIMENTO TI OFFRONO

Fare trading con i CFD può essere un’ottima opportunità d’investimento di breve termine, facendo anche operazione giornaliere.
Come in tutti i tipi di investimenti, il rischio c’è e può variare in funzione del tipo di operazioni che si vogliono svolgere.

In particolare, i CFD offrono la possibilità di utilizzare delle leve, anche molto alte, che aumentano sicuramente i rischi legati all’investimento, ma al contempo possono portare anche dei guadagni veramente molto alti.

Tutto sta, come diciamo sempre noi, nell’avere un metodo e una strategia, che ti porti a controllare i rischi e a massimizzare i profitti, come spieghiamo nello specifico anche nella nostra Master School.

Chi siamo?

Noi del MIPAI abbiamo scelto di raggiungere il pensionamento anticipato in maniera autofinanziata, attraverso una strategia chiara e precisa, gli strumenti giusti e un modello vincente.

La filosofia MIPAI consiste proprio nel prendere in mano la propria situazione finanziaria e la propria vita, andando a costruire una pensione indipendente in maniera autonoma e creando una garanzia per il proprio futuro.

In questo articolo cercheremo di spiegarti, nella maniera più semplice possibile, cosa sono i CFD e quali opportunità di guadagno ti offrono.

Noi li utilizziamo per fare operazioni a breve termine, con lo scopo ultimo di alimentare in maniera più consistente il nostro fondo pensione autofinanziato, e raggiungere la nostra indipendenza in tempi record!

CFD: che cosa sono?

I CFD (o contratti per differenza) sono strumenti finanziari derivati che permettono di operare sui movimenti futuri dei prezzi di un mercato, senza dover possedere l’asset sottostante. (indici, forex, azioni e materie prime)

Sono, a tutti gli effetti, “un accordo” tra un broker e un cliente, per pagare la differenza tra il prezzo di apertura e chiusura di un titolo.

I CFD sono derivati da contratti futures. 
Un contratto futures è un accordo tra due parti, che concordano un prezzo per un determinato titolo o merce all’apertura del contratto. 

I CFD lo fanno in modo semplice ed economico. Non hai bisogno di grandi quantità di capitale o dell’esperienza che possiedono gli investitori istituzionali. 

Il trading di CFD, infatti, che consente azioni frazionarie, posizioni lunghe e corte flessibili e che viene effettuato in tempo reale. Offre agli investitori vantaggi che non esistono nel trading tradizionale.

Caratteristiche dei CFD

I CFD sono prodotti di marginazione e il trader deve sempre mantenere il livello di margine minimo.
Una caratteristica tipica del trading con i CFD è il fatto che guadagno e perdita ed esigenze di marginazione sono calcolati sempre in tempo reale e visibili dal trader sul proprio schermo.
Nello specifico vediamo alcune caratteristiche principali:

  • Posizioni short e long
  • Leva
  • Margine

Andare short o long con i CFD

Il trading con i CFD ti permette di operare sui mercati rialzisti e ribassisti. In questo modo puoi sia trarre profitto quando il prezzo del mercato sale, sia quando il prezzo del mercato scende.
Quando vendi si dice che “vai short”, e scommetti sulla riduzione del prezzo dell’asset sottostante, mentre quando compri invece “vai long”, e scommetti sull’aumento del prezzo.

Ad esempio:
Se pensi che le azioni di Coca Cola si deprezzeranno, puoi “aprire una posizione short” e vendere i CFD sulle azioni Coca Cola.

Quando chiuderai la tua operazione, la differenza di prezzo tra l’apertura e la chiusura della posizione determinerà il tuo risultato.

In questo caso, avendo aperto una posizione “short”, otterrai un profitto solo se il prezzo delle azioni sarà calato. Altrimenti, registrerai una perdita se il valore del mercato sarà salito.

CFD in leva

La leva finanziaria nei CFD ha un potere enorme. Quello di permettere la negoziazione dei titoli a margine, quindi un’escursione più grande sui mercati azionari e valutari, con un esborso di capitale ridotto.

Quindi questo permette ad ogni trader un’esposizione maggiore rispetto a quella che potrebbe realmente ottenere con una negoziazione di titoli tradizionali.

Ad ogni modo, anche se è necessario un deposito più basso per aprire una qualsiasi negoziazione, si è comunque esposti al movimento dei prezzi del CFD.

In sintesi, la leva permette di investire solo una piccola parte del proprio capitale negoziando su una posizione molto più alta.

Ad esempio:
Mettiamo il caso che si vogliano negoziare 1.000,00 € di azioni.

Non si devono investire necessariamente 1.000,00 €, ma sfruttando una leva si può raggiungere lo stesso risultato con una parte minore del proprio capitale.

Se ad esempio la leva finanziaria è di 1:20, non si devono versare appunto 1.000,00 €, ma ne basteranno solamente 50,00 €.

Proprio per questo motivo si sono avvicinate al trading CFD sempre più persone.
È un’attività raggiungibile da chiunque, anche a chi non possiede ingenti capitali di partenza.

Ma attenzione, lavorare in leva non significa solo “moltiplicare” i profitti, ma significa anche “moltiplicare” le perdite.

Per questo motivo sconsigliamo vivamente le operazioni in leva a chi non ha un’adeguata preparazione.
Perché in brevissimo tempo si possono letteralmente “bruciare” i propri fondi.

Operare a Margine

I CFD sono prodotti a leva e fare trading con i prodotti a leva viene spesso inteso come “fare trading sul margine”. Il che significa che non dovrai coprire l’intero valore dell’esposizione per operare sui mercati. Al contrario, per aprire una posizione dovrai solamente versare una parte dell’intero controvalore dell’operazione. Questa somma è conosciuta come margine iniziale o margine di deposito.

Nel trading con i CFD ci sono due tipi di margine. Il margine iniziale, detto margine di deposito, è la somma richiesta per aprire una posizione. Il margine di mantenimento, invece, è il versamento aggiuntivo che potrebbe esserti richiesto qualora il mercato prendesse una direzione a te sfavorevole.

A questo punto il broker potrebbe chiederti di aggiungere fondi sul conto. In caso contrario, se i fondi non verranno versati, la posizione potrebbe essere chiusa in automatico.

Dovrai versare un margine iniziale anche quando decidi di andare short.

È dunque rischioso investire in CFD?

Essendo i CFD strumenti in leva, si possono ottenere ottimi guadagni in brevissimo tempo, anche effettuando investimenti minimi.

Ma contemporaneamente, proprio per lo stesso motivo, si può andare incontro anche a delle fortissime perdite, soprattutto se si opera senza un metodo.

Solitamente i broker regolamentati mettono a disposizione strumenti come lo Stop Loss, che permette ai trader di chiudere le posizioni in automatico quando raggiungono ai livelli precedentemente impostati.

In questo modo, per ogni investimento, si può pianificare in anticipo il massimo rischio che può essere raggiunto.

Questo però non è sufficiente a contenere i rischi, per operare con i CFD in leva è importante avere la giusta preparazione, possibilmente avere una strategia ed un metodo preciso e anche una buona gestione dell’emotività, perché nel trading saper gestire l’emotività ha una componente veramente molto importante.

Per chi è consigliato l’investimento in CFD?

Come già detto, il trading con i CFD è un investimento consigliato alle persone che hanno una buona preparazione, o che hanno delle buone strategie di investimento.

Investire in CFD significa principalmente investire a breve termine, e dovrebbe essere uno step già avanzato.

Prima di arrivare a questo tipo di trading bisognerebbe avere un piano d’investimento a lungo termine, che offre delle condizioni molto più semplici e con dei rischi veramente molto inferiori.

L’investimento di breve termine, infatti, come facciamo noi del MIPAI, andrebbe sfruttato per alimentare l’investimento nel fondo a lungo termine, per aumentare esponenzialmente le performance dei tuoi investimenti e permetterti di raggiungere la pensione anticipata indipendente nel minor tempo possibile.

Se sei interessato ad approfondire gli investimenti in CFD, di breve termine, e molto altro, ti consiglio di dare un’occhiata alla nostra MASTER SCHOOL, dove potrai imparare tutte le strategie ed i nostri metodi per gestire in sicurezza le tue operazioni di breve termine:

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Se invece non hai ancora creato il tuo fondo autofinanziato indipendente, e non conosci le strategie di investimento a lungo termine (molto più sicure e molto meno impegnative) ti consiglio di continuare a leggere:

Come possiamo aiutarti noi del MIPAI?

Noi del MIPAI utilizziamo il metodo nr. 1° in Italia per la creazione di una pensione anticipata indipendente.
Offriamo servizi di assistenza e programmi specializzati e protetti per raggiungere il tuo pensionamento in autonomia.

Gli ETF sono tra gli strumenti che utilizziamo nei nostri percorsi. Tramite le nostre strategie di investimento possiamo aiutarti a scegliere i migliori ETF su cui devi iniziare ad investire, ma ti insegneremo anche a gestire con la massima efficienza e sicurezza il tuo piano pensione, per arrivare a costruire la tua pensione anticipata, con metodologie capaci di massimizzare i risultati e proteggere il tuo patrimonio nei casi di storno dei mercati o di crisi economico-finanziarie.

I risultati dei nostri fondi e portafogli vengono pubblicati ogni mese nelle nostre dirette, con i risultati storici correlati.

Tramite il form qui sotto, puoi prenotare una chiamata con un allenatore MIPAI che ti spiegherà meglio cosa facciamo e, soprattutto, ti mostrerà nel dettaglio cosa puoi ottenere creando in maniera efficace e autonoma il tuo fondo vitalizio dedicato al pensionamento.

NFT: Nuovo trend da seguire o solo un’altra bolla di fumo?

Gli NFT (Non Fungible Token) sono la nuova moda del momento e sembrano aprire una nuova finestra sul mondo degli investimenti. Ma cosa sono realmente e, soprattutto, c’è davvero un valore dietro questi strumenti oppure è solamente una bolla di fumo?

Chi Siamo?

Noi del MIPAI aiutiamo le persone a raggiungere il pensionamento anticipato in maniera autofinanziata, attraverso strategie chiare e precise, percorsi e consulenze mirate.

Il metodo MIPAI consiste proprio nel prendere in mano la propria situazione finanziaria e la propria vita, andando a costruire una pensione indipendente in maniera autonoma e creando una garanzia per il proprio futuro.

In questo articolo cercheremo di spiegarti, nella maniera più semplice possibile, che cosa sono gli NFT e quali sono i nostri consigli nell’approccio a questo nuovo strumento.

NFT: che cosa sono?

Gli NFT, acronimo di Non Fungible Token (in italiano: Gettone non fungibile), sono dei token speciali, dotati della caratteristica di rarità o di unicità.

Per semplificare, il denaro è un bene fungibile: ogni banconota o moneta indica una determinata quantità di valuta ed è sempre sostituibile con un importo analogo.

L’NFT si colloca invece all’estremo opposto. È scambiabile sul mercato, ma ciascun pezzo, o token, è unico e non è sostituibile con un altro, perché nessuno ha identiche caratteristiche. Per questo motivo non è fungibile.

Così gli NFT, anche se sono strumenti digitali, si differenziano profondamente dalle criptovalute, che proprio come il denaro corrente, sono fungibili. Ogni Bitcoin, ad esempio, è uguale ad un altro, così come ogni NFT è diverso dall’altro.

Caratteristiche degli NFT.

Come abbiamo visto, la principale caratteristica degli NFT è proprio quella di rarità o unicità, nello specifico esistono due standard diversi di questo prodotto:

  • Lo standard ERC721
    Non fungible token per definizione, caratterizzato appunto dalla sua unicità. Ogni token creato è gestito da un contract, e un contract gestisce un solo token.
    Per fare un paragone con il mondo fisico, può essere paragonato ad un collezionabile, un’opera d’arte, o comunque qualcosa di unico.
  • Lo standard ERC1155
    A differenza dello standard ERC721, in questo caso un contract può gestire una quantità multipla di token.
    In questo caso, sempre per fare un paragone con il mondo fisico, può essere paragonato ad una serie di oggetti a tiratura limitata o ad una collezione di carte, se ce ne sono duecento, ci saranno duecento token nel contract.

Ogni standard ha delle applicazioni specifiche in un contesto piuttosto che un altro.

Altre caratteristiche, che rendono utili gli NFT in applicazioni concrete, sono l’autenticità e la certificazione di proprietà.

Gli NFT sono un prodotto della Blockchain della criptovaluta Ethereum (La Blockchain è una catena informatica, che registra gli scambi virtuali con un codice praticamente inalterabile).

Pertanto, essendo su Blockchain, è certificabile il fatto che esistano e che si trovino in un determinato punto.

Anche la certificazione di proprietà, sempre per il motivo appena descritto, è facilmente dimostrabile.

Queste caratteristiche sono fondamentali in temi come arte e collezionismo, fatti proprio di rarità ed oggetti collezionabili, ma ovviamente devono esserci autenticità e proprietà, devo poter dimostrare che un’opera sia effettivamente mia.

L’NFT permette di farlo in una versione digitalizzata.

A cosa servono gli NFT?

Per capire meglio a cosa servono gli NFT, puoi pensarli come certificati di proprietà su opere artistiche digitali; quindi, riguardano beni che possono essere ceduti e commerciati.
Infatti, gli NFT sono oggi la frontiera più avanzata della tecnologia ma anche della speculazione: possono essere un’opportunità o una trappola, a seconda di come vengono utilizzati.

Per fare alcuni esempi pratici, il primo progetto che ha ispirato gli standard NFT è stato CryptoPunks.

I CryptoPunks sono immagini a bassissima risoluzione, generate algoritmicamente, e contraddistinte da alcune caratteristiche (barba, capelli, ecc.), che generano delle immagini uniche.
Sono queste caratteristiche, o metadati, che definiscono l’unicità di ogni singolo NFT, o in questo caso di ogni singolo CryptoPunks:

NFT
                      Alcuni esempi di CryptoPunks

Ma, ti chiederai, cosa gli dà valore?

Il concetto è molto simile al voler avere una vecchia moneta, oppure un oggetto legato ad un particolare significato.
In questo caso può essere legato proprio alla nascita degli NFT e di questo movimento, anche artistico se vogliamo definirlo così. Diverse persone sono state disposte a pagare un prezzo per avere un NFT di questo tipo, pensando che dietro ci sarà un mercato. Per potersi vantare di possederne uno, oppure per rivenderlo ad un prezzo più alto, quando ci sarà maggior domanda e di conseguenza prezzi più alti.

Pensa solo che all’inizio i CryptoPunks si potevano ottenere gratuitamente, mentre nel momento in cui scrivo queste righe il prezzo medio degli ultimi 12 mesi è di oltre 45 ETH, più di 200.000,00 € cadauno.

Dal nulla, si è creato un mercato con un controvalore totale inimmaginabile.

E questo è solamente uno dei tanti progetti che sfrutta la logica degli NFT, esistono sempre più progetti e sempre più NFT.

NFT

Bisogna investire in NFT?

Il numero di progetti che sta salendo sul treno degli NFT sta crescendo in maniera esponenziale. C’è un mercato pazzesco, i cui volumi aumentano giorno dopo giorno, e potrebbe diventare una vera tendenza, così come lo è diventato quello della Finanza Decentralizzata (cripto valute).

Ora, il consiglio che diamo nell’approccio a questo strumento è sempre il medesimo, investi solo in quello che conosci e che capisci.

Non possiamo sapere se gli NFT saranno veramente il nuovo trend oppure se è solo una bolla, destinata a sparire nel nulla nell’arco di poco tempo.

Quello che è sicuro è che non si parla di investimenti, quanto più di scommesse, perché non c’è certezza nel risultato finale.

Se sei a caccia di investimenti rischiosi, potrebbe essere un settore da tenere d’occhio nei prossimi mesi.

Ma se quello che cerchi è invece una strada sicura verso la ricchezza, un percorso di investimento protetto e controllato da te, senza nessun’incertezza sul risultato finale, allora dimentica gli NFT e leggi bene qui sotto.

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